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Lamporecchio (Pistoia) - Piazza Berni, 2 - fax 0573 81427 - P.IVA: 00300620473 - PEC comune.lamporecchio@postacert.toscana.it

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Valdinievole Est

Lamporecchio: 31.07.2010



Il comune

I servizi

La città

itinerario

Pur non potendo vantare un centro storico tradizionalmente inteso, Lamporecchio ha comunque numerose e varie testimonianze storiche ed artistiche di pregio dislocate sul proprio territorio, in particolar modo, per evidenti ragioni storiche, nella zona collinare. Seguendo un itinerario che si snoda dal centro del paese verso la zona collinare, passando da Spicchio e proseguendo in direzione di Vinci, partiamo da:

LA CHIESA DI SANTO STEFANO

L’attuale edificio fu costruito fra il 1900 e il 1921 dall’architetto Bernardini di Pescia, su una preesistente chiesa del ‘300. Ha impianto a tre navate, transetto e cupola su crociera. Lo stile è rinascimentale fiorentino. Varie sono le opere d’arte contenute nella Chiesa che meritano attenzione. La principale è senza ombra di dubbio la pala d’altare raffigurante la Visitazione della Madonna a Sant’Elisabetta, attorniate da San Sebastiano e San Rocco. La pala, in terracotta policroma invetriata, è attribuita a Giovanni della Robbia e fu realizzata tra il 1524 ed il 1525. All’interno della Chiesa di Santo Stefano vi è anche un bellissimo Crocifisso ligneo del XVII secolo, situato sul secondo altare della navata di destra; si tratta di una scultura in legno con raggera dorata in cui il Cristo rappresentato, che si staglia su uno sfondo di seta damascata di color rosso, esprime il proprio dolore, la propria sofferenza nel momento del trapasso, secondo le modalità stilistiche ed espressive di un contenuto sobrio di gusto barocco. In cima alla navata destra è collocata una tela ad olio che rappresenta una Gloria di Angeli fra i quali, in alto ed in posizione centrale, è raffigurato un calice che ha sopra una grande ostia e più in basso, attorno al proprio stelo, una corona di spine. La tela, dai colori smorzati ed opachi, è, per vecchia tradizione, attribuita alla scuola del Cignani (1628-1719). In cima alla navata sinistra si trova una Madonna con il Bambino e Santi, un dipinto a olio su tela di autore ignoto, attribuito ad artisti di scuola toscana della prima metà del Settecento. In fondo all’abside, in posizione centrale, troviamo un dipinto ad olio su tavola centinata che rappresenta Cristo in croce con ai piedi San Jacopo, San Girolamo, San Francesco e Sant’Antonio Abate. L’opera, di autore ignoto, risale molto probabilmente alla fine del XVI secolo, o agli inizi del XVII secolo. Sempre nella zona absidale, sopra la porta che conduce in sacrestia, si trova un dipinto ad olio su tela che ritrae la Madonna con il Bambino nell’atto di porgere il Rosario a San Domenico e a Santa Caterina da Siena, raffigurati con vesti bianche e manti neri. Anche quest’opera è di autore ignoto, molto probabilmente toscano, ed è cronologicamente collocabile fra la seconda metà del Seicento e gli inizi del secolo successivo.

IL PALAZZO LITTORIO

Nascosto alla vista da più recenti costruzioni, il Palazzo Littorio (o casa del Fascio) è situato nel centro di Lamporecchio, è una costruzione di gran pregio e di consistente valore culturale, sia per il suo intenso passato, così strettamente legato alle vicende storiche locali e nazionali, sia per le sue potenzialità attuali. L’edificazione del palazzo iniziò molto probabilmente nel 1928 e si concluse nel 1929. Della costruzione del palazzo fu incaricato dall’allora Podestà, Cesare Catolfi, l’ingegner Mario Morosi. La costruzione del palazzo sarebbe servita per dare pregio e lustro al paese da un punto di vista politico e avrebbe potuto fornire ai cittadini tutta una serie di attività ricreative e di svago, infatti all’interno si trova un teatro che funzionava anche come cinema. Seguendo parallelamente l’evoluzione della società italiana, anche nei suoi aspetti storico-istituzionali, la Casa del Fascio, in seguito alla liberazione del 1944-1945, venne utilizzata dai vari partiti democratici che ne fecero luogo di riunioni, dibattiti, rappresentazioni. Nel 1954 la ex Casa del Fascio divenne proprietà dello Stato che decise di impiantarvi la locale Caserma dei Carabinieri. Dal 17 settembre 2002 la ex Casa del Fascio è divenuta proprietà Comunale ed è attualmente in fase di ristrutturazione per essere adibita a Teatro-Centro Culturale Polivalente. Cioè, una struttura nella quale insieme ad attività teatrali, cinematografiche, di spettacolo, di convegni e congressi, si concentrino le attività culturali che si svolgono nel nostro Comune, non solo quelle di diretta competenza nostra, ma anche quelle delle Associazioni oltre ad una nuova collocazione in quella sede della Biblioteca Comunale. Il Palazzo Littorio è l’espressione, visibile soprattutto all’esterno, di un eclettismo tipico della cultura italiana del primo Novecento, in cui venivano mescolati elementi neoclassici e motivi stilistici dell’art nouveau, legati ad una decorazione più minuta e minuziosa, accurata e particolareggiata.

LA VILLA ROSPIGLIOSI

Leggermente a nord dell’abitato di Lamporecchio, imponente ed austera, si staglia contro un fondale tipicamente toscano di dolci colline cosparse di olivi, una splendida costruzione: Villa Rospigliosi. Si tratta di una villa settecentesca, edificata per volontà di Giulio Rospigliosi (pontefice dal 1667 al 1669 con il nome di Clemente IX) su un progetto che molti studiosi attribuiscono a Gian Lorenzo Bernini. Con questo progetto Bernini intendeva introdurre in Toscana la nuova moda romana del grande salone al primo piano ed è infatti il grande salone centrale col suo soffitto a cupola, le sue dimensioni, la sua altezza e i suoi affreschi che identifica i caratteri della cultura barocca. L'impianto, è costituito da un corpo centrale, interamente “voltato”, e chiuso tra due ali laterali sporgenti, formate a loro volta da tre ambienti coperti da volte a padiglione. L'ingresso alla villa, preceduto da un lungo viale fiancheggiato da due filari di lecci, avviene attraverso due portoni in pietra sormontati dallo stemma papale in marmo. Le facciate esterne dell'edificio sono inquadrate da fasce di pietra serena, che mettono in rilievo i piani, le angolature e le aperture. L'ampio giardino della villa è anteriormente caratterizzato da un vasto prato con al centro una vasca; sempre all’esterno sorge la cappella gentilizia dedicata ai Santi Simone e Giuda. Interessanti all’interno i vari affreschi del salone centrale e di altre stanze attribuiti a Ludovico Gemignani tra cui un Apollo e Aurora sul caro del sole e delle allegorie dei segni zodiacali. Oggi la villa è sede di un centro congressi e servizi.

LA TORRE DEL VITONI A COLLECECIOLI

La cosiddetta Torre del Vitoni si trova sul poggio di Collececioli, in mezzo ad un oliveto, ma è ancora oggi ben visibile dalla strada che va verso San Baronto. Molto probabilmente, insieme alle torri di Porciano e alla fortificazione del Colle di Montefiori, la torre del Vitoni faceva parte del sistema difensivo posto a guardia della sottostante Valdinievole e delle antiche strade che, inerpicandosi su per il Montalbano, conducevano a Porciano, a San Baronto e a Pistoia. La torre attualmente in condizioni assai precarie è realizzata completamente in pietra, si sviluppa in una pianta quadrangolare ed ha ampie monofore sovrapposte che si aprono in corrispondenza dei piani di calpestio.

L’ORATORIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

L’Oratorio della Madonna delle Grazie è stato recentemente restaurato e riaperto al pubblico, si tratta di una struttura religiosa costruita probabilmente nel corso del XVII secolo, su una preesistenza consistente in una cosiddetta “marginino”, vale a dire un edicola sacra (o tabernacolo), forse risalente al Milletrecento, ed in cui sarebbe stata venerata, a livello di religiosità popolare, un immagine della Madonna: la cosiddetta Madonna delle Grazie.

LA CHIESA DI SAN BARONTO

La Chiesa di San Baronto, distrutta durante la seconda guerra mondiale, è stata sapientemente ricostruita utilizzando, per quanto possibile, il materiale originale e rifacendosi all’edificio precedente, dalle semplici forme romaniche. Antica e suggestiva la cripta, sorretta da una selva di colonnine dai capitelli preromanici risalenti al IX secolo ed al cui interno di trova il sepolcro in marmo bianco e verde in cui, secondo la tradizione, sarebbero sepolti i Santi Baronto e Desiderio.

LA VILLA DELL’AMERICANA A PAPIANO

All’interno di un giardino con notevoli esemplari di alberi ad alto fusto, si trova, imponente e signorile la Villa dell’Americana, un edificio costruito nel XVI secolo, appartenuto alla ricca e potente famiglia Torrigiani. L’edificio fu poi notevolmente modificato sul finire dell’Ottocento, facendo ampio ricorso allo stile architettonico neorinascimentale – stile assai in voga in quel periodo, per volontà dell’allora proprietaria, l’americana Laura Jonne Merrick. La villa, una costruzione compatta ma elegante, che dispone anche di un piano seminterrato, di vaste cantine e di numerosi ambienti di servizio si sviluppa su tre piani. Termina con un piano sopraelevato costituito da un grazioso loggiato aperto su tutti i lati e scandito da archi a tutto sesto poggianti su snelle colonne.

IL MULINO DI RIMAGGIO

Tra Papiano e Porciano, in uno stretto fondovalle, in prossimità del ponte che attraversa il torrente Rimaggio, fu costruito, alla fine del XVII secolo, un mulino per cereali. La costruzione, che reca incisa la data 1693, ha una volumetria compatta che si sviluppa su tre livelli, accessibili da scale esterne, a causa della forte pendenza del terreno. La struttura realizzata con pietrame a faccia vista, è stata usata in tempi recenti come rimessa di attrezzi agricoli.

LE DUE TORRI DI PORCIANO

Le due Torri (la “torre di sopra” e la “torre di sotto”), che ben contraddistinguono l’abitato di Porciano e ne costituiscono quasi un simbolo identificativo, risalgono probabilmente al 1200. Si ritiene che, insieme alla torre di Collececioli e alla fortificazione esistente sul Colle di Montefiori, le due torri porcianesi fossero parte integrante di un sistema difensivo a guardia della vallate sottostante. Le torri hanno una pianta quadrata ed un’altezza che è, all’incirca, la metà di quella originaria. Storicamente hanno rappresentato i due poli attorno ai quali, nel corso del tempo, si è andato costituendo il paese di Porciano.

LA CHIESA DI SAN GIORGIO A PORCIANO

Costituita anticamente da una cappella risalente al XIII secolo, è oggi il risultato di numerose ristrutturazioni succedutesi nel tempo ed in particolar modo nei secoli XV, XVII e XVIII. La copertura è a capriate lignee. Sulla terza trave, prtendo dall’ingresso principale, nella parte che guarda verso l’altare si trova incisa la data “1463 a di XXIIII di majo”. La Chiesa si presenta al suo interno con un’unica navata abbastanza ampia, il presbiterio delimitato da una bassa ed elegante balaustra in pietra, l’abside a pianta quadrangolare. Numerose sono le opere d’arte presenti nella Chiesa meritevoli di considerazione: un’acquasantiera in marmo bianco, riconducibile alla fine del XV secolo o agli inizia del successivo, un ciborio in alabastro, a forma di tempietto cubico, realizzato nel 1687 e che si trova sopra l’altare maggiore, nell’altare di destra troviamo una preziosa tavola realizzata da Gerino da Pistoia nel 1520 raffigurante la “Madonna con il Bambino tra Sant’Antonio Abate e San Nicola di Bari”, nell’altare di sinistra, è posta un’opera di autore ignoto, datata 1669 raffigurante “Cristo in croce circondato da San Francesco, San Sebastiano, San Biagio e Sant’Antonio da Padova”, dietro l’altare, nella zona del coro, si trova una tela in cui sono rappresentati “san Giorgio e San Donnino”,l’opera è databile all’incirca alla seconda metà del 1600, è attribuibile ad un’artista toscana anonimo; .

LA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA A ORBIGNANO

A Orbignano si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, un edificio che viene fatto risalire all’età barbarica. Al suo interno possiamo ammirare: estesi frammenti di affreschi del XIII e XIV secolo di scuola pistoiese, un bassorilievo marmoreo di scuola donatelliana raffigurante la Madonna col Bambino, una statua in legno di quercia risalente al XIV secolo raffigurante la Madonna del Pruno e altri manufatti che rendono la chiesa un piccolo scrigno di opere d’arte.

Biblioteca Comunale


Orario
Sede distaccata in via della Costituzione, 13: Lunedì 9:00 - 13:00 e 15:00 - 18:30 ; Martedì 9:00 - 13:00 ; Mercoledì e Giovedì 15:00 - 18:30 ; Venerdì 9:00 - 13:00 e 15:00 - 18:30 ; Sabato 9:00 - 13:00 ;
Responsabile: Ivo Pasquetti
Tel.: 0573/81281
Fax.:

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